di Antonio Stanzione
I migliori assaggi di VinItaly 2025
Cos’è VinItaly?
VinItaly è il luogo in cui poter fare il giro d’Italia restando nello stesso posto, attraversando Regione per Regione alla scoperta delle eccellenze enologiche italiane in una quattro giorni di degustazioni ed incontri.
VinItaly è un luogo in cui tutti gli enoappassionati possono vivere un’esperienza unica ed indimenticabile, come me, che al mio decimo anno, lo affronto ancora con lo stesso entusiasmo e con grande curiosità.
Un artista molto famoso, un certo Salvator Dalì diceva: “i veri intenditori non bevono vini, degustano segreti”, anche questo è VinItaly.
Allora, scopriamo quali segreti abbiamo degustato in questa edizione, per ovvie ragioni, citerò quelle eccellenze enologiche che per emozioni, longevità e storia mi hanno colpito di più e vi posso assicurare che la selezione non è stata facile.
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I migliori Spumanti
Parto da un’azienda storica del panorama nazionale, Bortolomiol, che alla riconosciuta eleganza dei suoi Valdobbiadene, quest’anno, ha deciso di fare un restyling delle etichette con colori più vivi, che confermano il continuo fermento dell’azienda.
Sportandoci in Franciacorta, incontriamo l’azienda con la quale ho aperto il mio personale VinItaly, Terre d’Aenor, dove Elenora Bianchi continua a dimostrare ancora una volta l’impronta giovane e dinamica di un’azienda che sa coniugare innovazione, qualità e sostenibilità
Ovviamente, non poteva mancare una delle aziende storiche di Franciacorta, Barone Pizzini, che ha fatto della sostenibilità e dell’agricoltura biologica il suo cavallo di battaglia, dimostrando al mondo intero come coltivazione biologica e qualità possono essere due facce della stessa medaglia.
Restiamo in Franciacorta, con la qualità e la profondità degli spumanti di Elisabetta Abrami, dalla grande finezza ma anche contraddistinti da elevato rispetto per il territorio ed i suoi frutti, spumanti freschi e complessi.
Chiaramente, non possiamo lasciare la Lombardia ed i suoi spumanti senza fermarci nell’Oltrepò Pavese Metodo Classico, qui ho personalmente scelto il Pas Dosè di Cantine Scuropasso, un nettare cremoso, teso, elegante e dinamico.
L’ultimo spumante, il Poetario Riserva, arriva dall’Emilia Romagna, un territorio che non ti aspetti, ma che nasce da un’azienda che sta, ha fatto e sta facendo delle grande qualità il suo cavallo di battaglia, Cantine Romagnoli e la neonata Cantine Nura, guidate da Alessandro Perini.
I vini bianchi freschi
Un vino le cui sensazioni sono richiamate esattamente nel suo nome, in quel Salidoro di Tenuta Santa Caterina, che dimostra una volta di più che è possibile fare grandi vini bianchi in un territorio da sempre di vocazione rossista, il Monferrato.
Spostiamoci in Umbria, da Argillae, dove, in compagnia di Giulia di Cosimo assaggiamo il fine e pieno Primo d’Anfora, un nettare potente, elegante e ampio nel suo bouquet olfattivo che ritroviamo in bocca accompagnato da grande freschezza.
Le mattine di Fonzone conferma una volta di più come l’Irpinia sia una terra baciata da Dio e come la Falanghina, lavorata sapientemente, possa essere un vino capace di emozionare, per questo voglio ringraziare Silvia Campagnuolo Fonzone.
Non poteva mancare uno territorio del mio cuore, l’Etna. Seby Costanzo, di Cantine di Nessuno, è stato capace di trasferire al suo Milice Bianco grande prospettiva, ma anche la stessa eleganza, signorilità ed estro che lo contraddistinguono.
Che dire poi della Vecchietta di Funaro, poche bottiglie prodotte da vecchie viti sono il frutto della follia di Giacomo Funaro e della sua famiglia, capaci di donare grande qualità ai propri vini con punte emozionali nella Vecchietta appunto.
Chiudiamo i bianchi freschi con un vino che mi ha letteralmente stregato, un nettare capace di coniugare grande qualità e rispetto per il territorio e che ad ogni sorso, chiudendo gli occhi, ti riporta esattamente dove nasce, in Liguria, da Cà du Ferrà. Zero Tolleranza per il silenzio, non è solo un vino capace di emozionare, ma anche un messaggio sociale che tutti dovrebbero condividere, chapeax!
I grandi bianchi da invecchiamento
Partendo dal nord, ho avuto la fortuna di degustare un grandissimo vino bianco, in barba a chi dici che i vini bianchi vanno bevuti giovani, il Petite Arvine 2010 di Grosjean è u nettare di grande finezza ancora perfettamente integro.
Altro grande vino bianco con qualche anno sulle spalle ed emozioni da regalare è sicuramente Utopia, il Verdicchio Riserva 2014 di Montecappone, fresco e di assoluta eleganza ed espressività, un vino che degustato alla cieca non diresti mai avere undici anni.
Ancora un grande vino del 2014, questa volta veneto, un Incrocio Manzoni da leccarsi i baffi, un vino da pelle d’oca, dotato di finezza, grande impatto olfattivo e un sorso fresco, vivace e di assoluta eleganza, questo è Madre, di Italo Cescon.
Sempre 2014, ma questa volta un vino campano, per l’esattezza irpino, uno dei vini che da sempre scaldano il mio cuore è il Fiano d’Avellino di Tenuta Scotto, Oì Nì contraddistinto da eleganza, freschezza e una bocca quasi masticabile.
I Grandi vini Rossi
Apriamo i grandi vini rossi con un Brunello di Montalcino Riserva di Luca Fanti de La Palazzetta, un vino capace di unire la verve e la simpatia di Luca Fanti a grande finezza ed eleganza.
Restiamo in Toscana, dove ad accogliermi c’è Alessio Fortunato, Sales Director di Badia a Coltibuono, qui degustiamo un altro vino di grande impatto, pieno, potente e succoso come il Montebello 2019.
Ovviamente non poteva mancare un Amarone, scusate un grande Amarone della Valpolicalle, Il Cima Caponiera 2017, Amarone Classico della Valpolicella di Cà Rugate, un nettare dalla grandissima espressività olfattiva e da un assaggio di assoluta eleganze e bevibilità.
Dico spesso di essere un fortunato e dopo certi assaggi me ne convinco sempre più, il Barolo Serra 2005 di Icardi ti emoziona, è uno di quei vini che vale il prezzo del biglietto, vent’anni e non sentirli per un nettare ancora fresco ed elegante.
Chiaramente non poteva mancare un grande Pinot Nero, come tutti gli amanti del vino anche io amo particolarmente questi nettari, allora, ho deciso di fare un salto in Oltrepò Pavese, da Francesca Seralvo, di Tenuta Mazzolino, il suo Noir si conferma essere un assoluto cavallo di razza.
Sull’Etna ci sono diverse realtà degne di nota e che meriterebbero di essere tra i miei migliori assaggi, ma ho deciso di sceglierne solo uno, l’Etna Rosso Piede Franco quota 900 2021 di Tenute dei Ciclopi, elegante, equilibrato e versatile.
Il Bolgheri Superiore 2019 di Tenuta Meraviglia è un vino che mi ha riportato esattamente a Bolgheri, all’olfatto, chiudendo gli occhi, sembra di immergerti nella macchia mediterranea e essere accarezzato dolcemente dalla brezza marina in un paesaggio di assoluta eleganza.
Scegliere un solo vino tra quelli degustati da Fèlsina è veramente difficile, ma forse il Vinsanto Occhio di Pernice 2007 è quello che mi ha emozionato di più, un vino raro per produzione ed eleganza, quindi una sola parola, grazie.
Forse mi sono dilungato un pò troppo, ma prima di lasciarvi voglio condividere con voi l’ultima fatica di un duro lavoro che qualcuno deve pur fare e che io sono entusiasta di fare; prima vi dicevo di pensare di essere fortunato, la fortuna è anche aver assaggiato Monteverro 2011, un nettare più unico che raro.

