di Antonio Stanzione
Vinitaly 2026, la 58ª edizione: numeri solidi e una visione strategica per il vino italiano
La 58ª edizione di Vinitaly si chiude con numeri significativi e, soprattutto, con un messaggio chiaro: il vino italiano tiene la rotta anche in uno scenario internazionale complesso. I 90.000 visitatori complessivi, provenienti da 135 Paesi, rappresentano non solo un risultato quantitativo, ma il segnale concreto di una manifestazione che continua a svolgere un ruolo centrale nei processi di internazionalizzazione del settore.
Un risultato non scontato nello scenario globale
Il contesto geopolitico ed economico attuale, caratterizzato da tensioni internazionali e difficoltà nei flussi di mobilità, rende il bilancio di questa edizione particolarmente rilevante. La presenza di oltre 1.000 top buyer da più di 70 Paesi, selezionati in collaborazione con ITA Agenzia, conferma la capacità di Vinitaly di attrarre una domanda qualificata.
Come sottolineato dal presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, il valore della manifestazione va oltre i numeri: Vinitaly si configura come una vera infrastruttura economica, capace di facilitare relazioni commerciali ad alto valore aggiunto e sostenere la competitività del vino italiano sui mercati internazionali.
Mercati consolidati e nuove geografie del vino
Uno degli aspetti più interessanti emersi è la duplice anima della domanda internazionale. Da un lato, la solidità dei mercati storici: Germania, Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Nord Europa continuano a rappresentare pilastri fondamentali per l’export italiano.
Dall’altro, si rafforza la presenza di mercati emergenti ad alto potenziale. Paesi come Cina, Brasile, Corea del Sud, Messico e Thailandia mostrano un interesse crescente, mentre si segnalano dinamiche particolarmente vivaci anche in aree meno tradizionali, come le Repubbliche Baltiche e i Balcani.
Significativa anche la crescita dell’interesse africano, con Paesi come Sudafrica, Nigeria e Angola, e il dinamismo di mercati asiatici quali Giappone e Vietnam. Da sottolineare, inoltre, la partecipazione qualificata dell’Ucraina, che assume un valore simbolico e commerciale insieme.
Vinitaly come piattaforma di sistema
La manifestazione si conferma sempre più come piattaforma di sistema, in cui business, istituzioni e cultura del vino si intrecciano. I quasi 100 eventi tra convegni, degustazioni e incontri tecnici hanno affrontato i temi chiave del settore: export, riforma dell’OCM vino, dinamiche produttive e mutamenti nei consumi.
Il “Tavolo Vino” ha rappresentato uno dei momenti centrali di confronto tra filiera e istituzioni, rafforzando il ruolo di Vinitaly come luogo di sintesi strategica per il comparto.
La forte presenza istituzionale – dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, fino ai principali ministri economici – testimonia l’importanza politica ed economica attribuita al settore vitivinicolo.
Internazionalizzazione: la vera direttrice strategica
Le dichiarazioni del direttore generale vicario Gianni Bruno indicano chiaramente la direzione futura: rafforzare la presenza internazionale di Vinitaly con nuove tappe in Africa, Canada e Australia, oltre al consolidamento in Brasile.
L’obiettivo è trasformare Vinitaly da evento fieristico a piattaforma globale permanente, capace di accompagnare le imprese nei mercati esteri durante tutto l’anno.
Nuovi consumatori, nuovi codici
Il pubblico del vino sta cambiando e Vinitaly lo riflette chiaramente. Le nuove generazioni cercano vini più accessibili nel linguaggio, spesso meno alcolici e più immediati.
Cresce l’interesse per rifermentati, vini “naturali” e prodotti percepiti come autentici. Ma soprattutto cambia la comunicazione: meno tecnicismi, più narrazione diretta, forte presenza digitale e maggiore attenzione all’esperienza complessiva.
Un settore che evolve, una fiera che guida
La 58ª edizione di Vinitaly restituisce l’immagine di un comparto in trasformazione, chiamato a confrontarsi con sfide complesse ma dotato di strumenti e competenze per affrontarle.
Più che una semplice vetrina, Vinitaly si conferma un acceleratore strategico: un luogo dove si costruiscono relazioni, si definiscono traiettorie e si misura la capacità del vino italiano di restare competitivo in un mondo che cambia rapidamente.
L’appuntamento è già fissato per la 59ª edizione, dall’11 al 14 aprile 2027, noi ci saremo e voi?

