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Ugo Alciati presenta i Cardi gobbi di Nizza Monferrato

Ugo Alciati
Redazione

Al Villaggio Narrante la cucina esalta i valori e la materia prima del territorio: lo chef Ugo Alciati presenta i Cardi gobbi di Nizza Monferrato con pere e acciughe e li abbina al Langhe Nebbiolo bio di Casa E. di Mirafiore

Nel cuore delle Langhe, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, il Villaggio Narrante è una riserva bionaturale di 120 ettari a Serralunga d’Alba, dove poter godere di una raffinata ospitalità. Lo Chef Ugo Alciati di Guidoristorante, storica Stella Michelin del Piemonte, cura la ristorazione raccontando il territorio con una cucina dai gusti profondi che valorizza in modo impeccabile la materia prima della regione.

Le Langhe dal 2014 fanno parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco e rappresentano uno dei paesaggi più affascinanti d’Italia. A Serralunga d’Alba, nel cuore del Barolo, tra suggestive colline, vigneti e antichi paesi, il Villaggio Narrante in Fontanafredda e Casa E. di Mirafiore è un borgo storico di 160 anni, dove ogni scorcio, ogni pianta ed ogni edificio sono narrati per tutti coloro che entrano a godere di queste atmosfere. Un villaggio storico dove gustare il proprio tempo avvolti dalla bellezza, dalla natura, dalla storia e coccolati dal buon vino e dalla buona cucina.

Da sempre, nel villaggio, il vino occupa un ruolo centrale grazie alle storiche cantine di Fontanafredda e di Casa E. di Mirafiore, due realtà di eccellenza che convivono all’interno dello stesso borgo. In particolare, Casa E. di Mirafiore, fondata nel 1878 da Emanuele Alberto conte di Mirafiore, è una cantina di origine aristocratica, oggi di forte identità contadina, che esprime la vera tradizione enologica delle Langhe. Dal 2018 è un’azienda Agricola Biologica con i suoi terreni nella sottozona di Barolo e Fontanafredda e produce vini esclusivamente da vigneti di proprietà, come due dei migliori cru del Barolo DOCG, Lazzarito e Paiagallo. La visita alle cantine offre la possibilità di ripercorrere i passi della famiglia reale tra storia e curiosi aneddoti, ammirando la maestosità delle grandi botti di rovere e degustando i vini delle Langhe.

All’interno del Villaggio Narrante il vino trova la sua massima espressione insieme all’alta cucina: la ristorazione porta il marchio della famiglia Alciati con lo Chef Ugo e il fratello Piero a condurre l’ospite in un percorso di sapori alla scoperta dei gusti della tradizione piemontese tra memoria e stagionalità. All’interno della Villa Reale si trova Guidoristorante, storica stella Michelin del Piemonte, mentre, per una cucina più informale, l’Osteria Disguido in cui non mancano mai la pasta fresca fatta a mano, gli antipasti piemontesi e le degustazioni di salumi e formaggi piemontesi selezionati dallo Chef.

«Crediamo molto in tutti i valori-simbolo del Villaggio Narrante e crediamo nella sostenibilità – afferma Ugo Alciati. Da sempre propiniamo una cucina piemontese legata alla stagionalità dei prodotti. Oggi più che mai vogliamo sostenere le produzioni locali e promuovere una gastronomia che tuteli la biodiversità agroalimentare. Vogliamo valorizzare un territorio attraverso il lavoro delle persone: per questo abbiamo scelto di collaborare con coltivatori che usano metodi di produzioni antichi e naturali. Una di queste è Giovanna Gatti, che con suo marito coltiva il cardo gobbo di Nizza
Monferrato che serviamo abbinato alle pere e alle acciughe».

«Il Cardo gobbo di Nizza Monferrato – spiega il cuoco piemontese – è un presidio Slow Food che si caratterizza per le nuance di gusto, dal dolce all’amaro. Abbiamo voluto enfatizzare la parte dolce aggiungendo a quella vegetale, balsamica, la dolcezza fruttata della pera, contrastando poi con la sapidità spiccata delle acciughe. È un piatto che richiama valori in cui crediamo: gusto, territorio, stagionalità e sostenibilità».

Piero Alciati, fratello di Ugo e maitre del ristorante, consiglia in abbinamento il Langhe Nebbiolo bio di Casa E. di Mirafiore: «Un vino di grande piacevolezza e carattere. Il tannino delicato si accorda con le dolcezze sfumate del piatto e con le sensazioni fruttate. La sua struttura con un lungo finale balsamico diventano il giusto contraltare in cui si esaltano le percezioni sapide e vegetali del piatto».